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LA GIUSTIZIA E IL MITO DI ANTIGONE

 





Oggi mi è tornato alla mente il mito di Antigone e, quasi naturalmente, l’ho sentito risuonare con l’Arcano della Giustizia nei Tarocchi.

Ma chi è Antigone?

Antigone è sorella di Eteocle e Polinice.

I due fratelli, accecati dalla lotta per il potere e il trono di Tebe, finiscono per uccidersi a vicenda.

Alla loro morte sale al potere Creonte, zio di Antigone, che decreta che Polinice, considerato un traditore, resti insepolto, privato dei riti funebri.

Antigone non accetta questa legge.

Decide di infrangere il decreto e dare sepoltura al fratello, perché per lei quel gesto non è solo un atto umano, ma un dovere sacro, voluto dagli dèi.

Scoperta, viene arrestata e condotta davanti a Creonte. Qui afferma con fermezza che nessuna legge degli uomini può andare contro le leggi divine.

Creonte reagisce con durezza.

La condanna a essere rinchiusa e lasciata morire. Una decisione che innescherà una catena di tragedie: Antigone si toglie la vita, seguita da Emone, figlio di Creonte e suo promesso sposo, e infine dalla madre di lui.

La rigidità del re porta così alla rovina dell’intero casato.


In questa tragedia vediamo due poli opposti, gli stessi che ritroviamo nell’Arcano della Giustizia:


• Creonte incarna la legge inflessibile, che non ammette eccezioni: la spada che separa, giudica e punisce.

• Antigone rappresenta la voce della coscienza, una giustizia più profonda e compassionevole: la bilancia che pesa, ascolta, sente.


Il mito di Antigone, come la Giustizia dei Tarocchi, ci pone davanti a domande essenziali:

• È giusto obbedire sempre alla legge, anche quando entra in conflitto con la coscienza?

• Dobbiamo fare ciò che ci viene imposto o ciò che sentiamo essere giusto nel profondo?

• Esiste una giustizia che va oltre le regole?


Forse la vera Giustizia nasce proprio lì:

nel punto sottile e difficile in cui legge e coscienza sono chiamate a incontrarsi.


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