Per me, la lettura dei tarocchi non è mai un monologo. È sempre un dialogo. Spesso chi si rivolge ai Tarocchi si aspetta che sia solo il tarologo a parlare, mentre il consultante debba limitarsi ad ascoltare, come se bastasse stare lì senza intervenire. Certo, si può fare anche così: limitarsi a ricevere, annuire, prendere appunti. Ma in questo modo si perde l’essenza più preziosa della lettura: la possibilità di far emergere intuizioni, emozioni e connessioni che solo chi consulta può portare alla luce. Senza la partecipazione attiva del consultante, senza il suo coinvolgimento, la lettura rimane a metà. Perché i tarocchi non sono un messaggio da ascoltare, ma un percorso da vivere insieme. Il tarologo non è un indovino. Non porta risposte già scritte, soluzioni pronte o verità assolute. È qualcuno che accompagna chi si avvicina alle carte a scoprire ciò che già esiste dentro di sé. Le carte hanno un potere straordinario: fanno vibrare emozioni, risvegliano ricordi, acce...