Oggi, cercando un’immagine della Regina di Spade, mi sono imbattuta in quella di una Santa.
Spada in mano.
Sguardo limpido.
Una ruota spezzata accanto.
Era Santa Caterina d’Alessandria.
E quell’incontro ha acceso una riflessione: queste due immagini, così lontane eppure così vicine, sembrano avere qualcosa in comune. Parlano entrambe di forza e lucidità, di coraggio e chiarezza. Entrambe mostrano donne che tengono la loro verità con fermezza, senza bisogno di alzare la voce.
Santa Caterina, racconta la tradizione, era una giovane donna di Alessandria, di origine nobile, bellissima e soprattutto colta. Non solo devota: istruita. Filosofia, retorica, sapienza. In un tempo in cui la voce femminile non aveva spazio pubblico, lei dialoga con l’imperatore. Non si limita a professare la sua fede: la argomenta.
Si narra che le vennero mandati contro dei sapienti per confutarla e che fu lei, con la forza del pensiero e della parola, a metterli in crisi, tanto che l’imperatore Massimino, umiliato, decise di ucciderla.
La ruota dentata preparata per il suo supplizio, secondo la leggenda, si spezzò. Come se la violenza non riuscisse a sostenere il confronto con una coscienza integra.
Alla fine, fu la spada a porre termine alla sua vita terrena.
Ma ciò che resta nell’iconografia non è la morte.
È la postura.
Una giovane donna che tiene in mano una spada con naturalezza.
Non per attaccare.
Per restare fedele a ciò che riconosce come vero.
E mentre guardavo quell’immagine, pensavo alla Regina di Spade.
Nei Tarocchi, la Regina di Spade è spesso temuta e descritta come fredda, distaccata, e severa.
Ma io la sento diversa.
La sento come una donna che ha attraversato il dolore senza perdere lucidità.
Una donna che ha imparato a non confondere l’amore con l’illusione.
Una donna che sa dire “no” senza odio.
Che sa vedere oltre le maschere.
Caterina e la Regina si incontrano proprio lì.
Nel punto in cui la mente diventa strumento di libertà, capace di discernere senza giudicare.
Nel punto in cui la parola non è più compiacente, ma vera, scelta con cura e peso, capace di illuminare senza ferire.
Nel punto in cui non hai bisogno di alzare la voce per essere forte, perché la tua presenza parla da sola, solida e decisa.
È il luogo in cui il coraggio si fa gentilezza, la fermezza diventa grazia, e la chiarezza diventa protezione.
Lì, il pensiero e l’anima si incontrano, e la forza non è più aggressione, ma luce che separa ciò che serve da ciò che trattiene, mostrando la via verso una libertà interiore che nessuno può togliere.
La sua vita è un esempio di fedeltà assoluta a un ideale: non piegarsi al potere, non cedere alle paure, non tradire la propria verità anche di fronte alla minaccia più grande.
La Regina di Spade, invece, può farci visita quando siamo chiamate a fare pulizia nella nostra vita.
Non sempre arriva per punirci o per giudicare. Arriva per mostrarci la nostra forza, la nostra lucidità.
Ci accompagna nel viaggio interiore, e ci invita a fare chiarezza, e distinguere ciò che ci sostiene da ciò che ci trattiene.
Non sempre siamo pronte ad accoglierla.
Perché la sua spada taglia.
Taglia le ambiguità.
Taglia le relazioni a metà.
Taglia le giustificazioni che ci raccontiamo.
Ma lo fa per restituirci dignità.
Che sia tra le mani della Santa o in quelle della Regina di Spade, la spada resta uno strumento di verità.
Può separare, può guidare.
E tra le ombre apre sempre uno spazio per continuare il nostro cammino. ✨

Bellissima lettura
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