C'è un momento che conosco bene. Quello in cui ti accorgi che stai spingendo troppo forte, su una situazione, su una persona, o su te stessa, e che più spingi, più la cosa si allontana.
Come quando stringi la sabbia nel pugno.
Nel pensiero taoista il Wu Wei non è pigrizia. Non è aspettare che le cose accadano. È qualcosa di molto più difficile da spiegare e molto più immediato da riconoscere quando lo senti:
Ci hanno insegnato che la vita si conquista. Che i risultati arrivano solo a chi insiste, a chi non molla, a chi vuole con abbastanza forza.
Se viene dall'ansia, dal confronto, dal bisogno di dimostrare, forse vale la pena aspettare. Non perché il desiderio sia sbagliato, ma perché la fonte, la motivazione profonda cambia tutto. Cambia la qualità di ciò che costruisci, cambia come ti senti mentre lo costruisci, cambia quello che attiri mentre ci lavori.
Ed è qui che arriva l'Appeso.
Un uomo sospeso per un piede, a testa in giù, immobile.
Più stringi, più perdi.
Perché ciò che trattieni con la forza lo soffochi, lo trasformi, lo svuoti di quello che era. E ciò che lasci libero, se è davvero tuo, trova la strada per tornare. Non sempre come lo immaginavi. Non sempre quando te lo aspettavi. Ma tuo.
L'Appeso non ha smesso di esistere, non ha smesso di sentire. Ha smesso di combattere il momento. E in quel cedere, che richiede più forza di qualsiasi lotta, qualcosa si apre. Uno spazio. Una possibilità che prima non c'era, perché era occupata dallo sforzo.
Mi chiedo spesso, quando mi trovo a forzare qualcosa, se non sia proprio quello il momento di fermarmi. Di lasciare che le cose si dispieghino senza la mia regia costante. Di fidarmi che l'universo si muove verso chi siamo, non verso quello che vogliamo, non verso quello che forziamo, ma verso quello che siamo davvero, in profondità, quando smettiamo di recitare.
E tu cosa, nella tua vita stai ancora stringendo invece di provare, anche solo per un momento, a lasciare la presa?
Cosa pensi succederebbe se lo facessi davvero?
Scrivilo nei commenti ❤️

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