E se non fossimo una sola identità? I Tarocchi come specchio delle nostre molte versioni interiori.
Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un post che parlava della teoria dei “Sé Possibili” di Hazel Markus e Paula Nurius, una prospettiva nata in ambito psicologico che mette profondamente in discussione l’idea di un’identità unica, stabile e definitiva.
È una teoria che ha acceso una riflessione che continua a girarmi in testa e che desidero condividere con voi.
Siamo abituati a pensare all'identità come a qualcosa di stabile. Quasi granitico.
"Questo sono io."
"Io sono fatto
così."
"Questo non mi appartiene."
Ma è davvero così?
Se ci pensiamo, probabilmente ognuno di noi ha sperimentato la sensazione di essere persone diverse in momenti diversi della propria vita. E non solo nel tempo, ma anche nelle relazioni o nelle situazioni vissute.
Ci sono, ad esempio, persone accanto alle quali ci sentiamo più spontanei, creativi, vitali. Persone che sembrano far emergere il meglio di noi.
Altre, invece, ci mettono a contatto con le nostre fragilità, con le paure, con parti di noi che preferiremmo non vedere.
Si tende a pensare che una di queste versioni sia quella "vera" e che le altre siano deviazioni dal nostro autentico modo di essere.
E se invece non fosse così?
La teoria dei Sé Possibili suggerisce che ciascuno di noi custodisca molte rappresentazioni di ciò che potrebbe diventare: la persona che speriamo di essere, quella che realisticamente immaginiamo di poter diventare e quella che temiamo di incarnare.
Non si tratta di maschere o di falsità.
Forse si tratta semplicemente del fatto che siamo esseri umani complessi, in continua evoluzione. E che la nostra identità non è una fotografia, ma qualcosa di molto più simile a un paesaggio in movimento.
Questa riflessione mi ha fatto pensare anche ai Tarocchi.
Forse il motivo per cui ci riconosciamo in Arcani diversi in momenti diversi della vita è proprio questo.
Non siamo un solo Arcano.
A volte siamo il Bagatto, pieni di possibilità e di entusiasmo davanti a un nuovo inizio.
Altre volte siamo l'Eremita, che sente il bisogno di rallentare e cercare risposte dentro di sé.
Ci sono momenti in cui ci sentiamo Forza, capaci di affrontare ciò che proviamo con coraggio e gentilezza.
E altri in cui attraversiamo la Torre, mentre qualcosa dentro di noi si sgretola per lasciare spazio a una nuova versione di chi siamo.
Se letti in una chiave evolutiva, i Tarocchi non ci dicono chi siamo una volta per tutte, né predicono rigidamente ciò che accadrà.
Possono diventare, invece, uno strumento di dialogo con le diverse parti di noi stessi.
Possono aiutarci a riconoscere le qualità che stanno emergendo, i potenziali che desiderano esprimersi, ma anche le paure e le identità che temiamo di incarnare.
In questo senso, ogni Arcano rappresenta una possibilità dell'essere. Una voce del nostro mondo interiore che chiede di essere ascoltata, compresa e integrata.
Forse crescere non significa trovare finalmente la risposta definitiva alla domanda: "Chi sono?"
Forse significa imparare a conoscere le tante parti in noi, senza pretendere che una sola racconti tutta la nostra storia.
E forse anche accettare che alcune persone e alcune esperienze abbiano il potere di far emergere aspetti diversi di noi non è un segno di incoerenza.
È semplicemente un segno di vita.
Una stesa evolutiva: i miei Sé Possibili
Se i Tarocchi possono aiutarci a entrare in dialogo con le diverse parti di noi stessi, mi sono chiesta come sarebbe esplorare i "Sé Possibili" attraverso gli Arcani.
Possiamo provare con una stesa a tre carte:
1. Il Sé desiderato (Hoped-for Self)
Chi desidero diventare?
Quali qualità,
valori o potenzialità sento il desiderio di incarnare? Quale parte
di me sta chiedendo spazio per esprimersi?
2. Il Sé atteso (Expected Self)
Chi penso realisticamente di poter
diventare?
Quale direzione sto prendendo attraverso le mie
scelte attuali? Quale identità sto costruendo giorno dopo giorno?
3. Il Sé temuto (Feared Self)
Chi temo di diventare?
Quali paure
influenzano le mie decisioni? Quale possibilità cerco di evitare o
tenere lontana da me?
Quando fai questa stesa, prova a non avere fretta di interpretare.
Estrai le carte, osservale e poi fermati.
Lasciale parlare.
A volte il senso non arriva subito, ma emerge nello spazio che crei tra te e le immagini, nei giorni successivi, nelle risonanze che si attivano dentro di te.
Non è una lettura da "capire".
È una lettura da sentire. Non ha lo scopo di stabilire chi sei davvero.
Forse la domanda non è "Chi sono davvero?", ma "Quali parti di me sto scegliendo di coltivare?"
Forse non siamo chiamati a scoprire una volta per tutte chi siamo.
Forse siamo invitati a incontrare, con curiosità e gentilezza, le molte versioni di noi che chiedono di essere viste, comprese e integrate.
E, tra tutte le possibilità che ci abitano, scegliere ogni giorno quale nutrire.
I Tarocchi, letti in una prospettiva evolutiva, possono aiutarci a dare voce alle parti di noi che desiderano emergere, a quelle che temiamo e a quelle che stanno già guidando il nostro cammino.
Se senti il desiderio di esplorare i tuoi Sé Possibili attraverso una lettura personalizzata, sarò felice di accompagnarti in questo viaggio di scoperta interiore.

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