Mi sono chiesta spesso quante volte, nella vita, ci troviamo divise tra due voci interiori.
Una voce che ci invita a essere brave, ad adattarci, a fare la cosa giusta, a non deludere nessuno.
“Ma io… cosa desidero davvero?”
Forse è una domanda che molte donne hanno incontrato almeno una volta.
Perché il nostro percorso spesso inizia imparando a stare nel mondo.
Impariamo cosa ci viene chiesto, cosa viene apprezzato, cosa ci fa sentire accolte e amate.
Impariamo a prenderci cura degli altri, a essere presenti, a costruire relazioni.
E questa parte di noi non è un errore.
È una fase importante.
È il modo attraverso cui impariamo a vivere, a creare legami, a sentirci parte di qualcosa.
Ma può arrivare un momento in cui dentro di noi nasce una sensazione difficile da ignorare.
Come se la vita che abbiamo costruito fosse nostra… ma non completamente.
Come se una parte profonda, rimasta in silenzio per molto tempo, chiedesse finalmente spazio.
È in questo momento che incontro Lilith.
Non come una figura negativa, non come una donna che distrugge o rifiuta tutto.
Ma come quella parte di noi che torna a ricordare chi siamo.
Eva, nella lettura simbolica che vogliamo fare, rappresenta una prima fase del percorso.
È la donna che entra nella vita, che apprende, che costruisce la propria identità attraverso il rapporto con gli altri.
Eva conosce il valore della relazione.
Sa accogliere, creare, nutrire.
È il femminile che porta vita, che trasforma un’idea in qualcosa di concreto.
Ma anche questo archetipo ha una sua ombra.
Quando il bisogno di appartenenza diventa troppo forte, Eva può dimenticare sé stessa.
Può diventare la donna che si misura continuamente attraverso lo sguardo degli altri.
Quella che cerca di essere perfetta.
Poi arriva Lilith.
Arriva quando qualcosa dentro di noi non vuole più essere ignorato.
È il momento in cui iniziamo a recuperare desideri, bisogni e parti della nostra personalità che forse avevamo nascosto per essere accettate.
Lilith non è semplicemente ribellione.
La sua forza più profonda è l’autenticità.
Non per andare contro qualcuno.
Ma per smettere di andare contro noi stesse.
Anche Lilith, però, ha una sua ombra.
Se non viene integrata può trasformarsi in una lotta continua, nel bisogno di dimostrare la propria indipendenza, nel rifiuto di ogni legame per paura di perdere la libertà.
La vera libertà non è non avere legami.
È poter scegliere i propri legami senza perdere sé stessi.
Forse il punto non è scegliere tra Eva e Lilith.
Forse il viaggio del femminile è proprio imparare a farle dialogare.
Perché abbiamo bisogno di entrambe.
Abbiamo bisogno di Eva per creare, amare, costruire, appartenere.
Abbiamo bisogno di Lilith per ricordarci che l’amore non dovrebbe richiedere di rinunciare a noi stesse.
Eva senza Lilith rischia di perdersi nelle aspettative.
Lilith senza Eva rischia di trasformare la libertà in distanza.
L’evoluzione nasce dall’integrazione.
Eva e Lilith negli Arcani dei Tarocchi
Ed è qui che i Tarocchi diventano un linguaggio prezioso per osservare questo percorso.
Eva richiama l’energia dell’Imperatrice.
L’Arcano III è il femminile che si esprime nel mondo.
L’Imperatrice crea, comunica, genera, porta le idee nella realtà.
È una donna che ha voce, che occupa spazio, che manifesta la propria energia creativa.
Ma nella sua ombra può cercare valore attraverso il riconoscimento esterno: essere vista, apprezzata, scelta.
È la parte di noi che ascolta prima di agire, che conosce senza bisogno di dimostrare.
La Papessa non cerca conferme fuori da sé.
Custodisce una verità interiore.
E qui emerge un simbolo molto interessante.
La Papessa viene prima dell’Imperatrice.
Come se il viaggio ci suggerisse che, prima ancora di creare nel mondo, dobbiamo incontrare una parte profonda di noi.
Forse Lilith non arriva solo dopo Eva.
Forse è qualcosa che era già presente, ma che abbiamo dimenticato.
Il viaggio verso un femminile più autentico
Ma il viaggio non finisce nella Papessa.
Dopo aver ritrovato sé stessa, la donna può tornare nel mondo con una nuova consapevolezza.
Non più per essere ciò che gli altri desiderano.
Ma per scegliere chi vuole essere.
qui:
Quando può essere entrambe.
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