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LA LETTURA DEI TAROCCHI: UN DIALOGO CHE PRENDE VITA

 



Per me, la lettura dei tarocchi non è mai un monologo. È sempre un dialogo.

Spesso chi si rivolge ai Tarocchi si aspetta che sia solo il tarologo a parlare, mentre il consultante debba limitarsi ad ascoltare, come se bastasse stare lì senza intervenire. Certo, si può fare anche così: limitarsi a ricevere, annuire, prendere appunti. Ma in questo modo si perde l’essenza più preziosa della lettura: la possibilità di far emergere intuizioni, emozioni e connessioni che solo chi consulta può portare alla luce.

Senza la partecipazione attiva del consultante, senza il suo coinvolgimento, la lettura rimane a metà. Perché i tarocchi non sono un messaggio da ascoltare, ma un percorso da vivere insieme.

Il tarologo non è un indovino. Non porta risposte già scritte, soluzioni pronte o verità assolute. È qualcuno che accompagna chi si avvicina alle carte a scoprire ciò che già esiste dentro di sé. Le carte hanno un potere straordinario: fanno vibrare emozioni, risvegliano ricordi, accendono intuizioni che magari non sapevamo nemmeno di avere. La loro forza non sta nel "dire", ma nel "muovere", nel toccare chi le guarda, nel farlo sentire parte di qualcosa di più grande.

Il mio compito, come tarologa, è proprio questo: far entrare davvero il consultante nel processo. Invitarlo a partecipare, a lasciarsi coinvolgere dalle immagini, dai simboli, dalle storie che emergono. È quando una carta suscita un’emozione, un dubbio, un ricordo inaspettato che la lettura si trasforma. Non è più un semplice scambio di parole: diventa un’esperienza condivisa, un momento in cui qualcosa di profondo viene alla luce.

E spesso, proprio in quell’istante, in quell’emozione spontanea, in quel "mi risuona" o "non mi torna" nascono le intuizioni più preziose. Quelle che aprono nuove prospettive, che fanno vedere le cose sotto una luce diversa. La mia esperienza mi ha insegnato che chi si lascia coinvolgere, chi partecipa attivamente, è chi e

sce dalla lettura con qualcosa di vero, di personale, di realmente utile per la propria vita.

Per me, questo è il cuore dei tarocchi. Le carte non decidono per noi, non danno ordini, non predicono il futuro in modo rigido. Ci aiutano a guardare più chiaramente, a sentire più profondamente, a dare spazio alla nostra voce interiore. Quando il consultante diventa parte attiva, quando le emozioni che le carte muovono vengono accolte e ascoltate, allora la lettura prende vita. Diventa autentica, unica, qualcosa che va oltre le parole e tocca davvero chi la vive.

La prossima volta che ti avvicini ai tarocchi, prova a viverli così: non come un monologo da seguire passivamente, ma come un dialogo. Un incontro tra la tua vita, le tue emozioni e le immagini delle carte. Solo allora potrai sentire davvero la magia di quello che emerge , non come una predizione, ma come una chiave per leggere te stesso.


E tu, quando ti sei avvicinato ai Tarocchi, hai mai partecipato davvero alla lettura?
✨ Raccontami la tua esperienza nei commenti.

Se desideri una lettura evolutiva dei tarocchi scrivimi: giusy@aspassocolbagatto.com

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